I peggiori giochi prodotti dagli anni 80 a oggi

I peggiori giochi prodotti dagli anni 80 a oggi

Non è facile realizzare un videogioco di successo. Si tratta di un lavoro che richiede tanto impegno e attenzione, con l’esigenza di mettere a posto numerosi tasselli con tutta la dovuta precisione. Eppure, in molti casi, la ricerca non si conclude con risultati proprio soddisfacenti.

La storia è ricca di videogame davvero brutti da vedere, nonostante alcuni di essi siano diventati dei veri e propri oggetti di culto fino a diventare affascinanti e persino imperdibili. Ecco di seguito quali sono i peggiori giochi prodotti dagli anni 80 a oggi.

Non potevamo non iniziare questo elenco con un titolo ormai leggendario nel suo genere come Minecraft. Un gioco del genere è davvero brutto da vedere, con la grafica che appare simile ad un orribile sequenza di pixel. Eppure, punta su un’idea altamente originale ed è il videogame più venduto in assoluto.

Ancora oggi, grandi e soprattutto piccini si cimentano con questo titolo che presenta qualche analogia rispetto ai classici mattoncini della Lego. Molti considerano questo gioco come un’occasione per dare libero sfogo alla propria creatività, con la prospettiva di dare vita ad un mondo sconfinato a proprio completo piacimento.

Ethnic Cleasing, invece, è totalmente inconcepibile già a partire dalla sua idea. Si tratta di uno sparatutto nel quale bisogna assumere le sembianze di un neonazista o di un terrorista del Ku Klux Klan, che ha l’unico obiettivo di sconfiggere tutti coloro che vengono considerati diversi.

Una roba davvero inguardabile, con la prospettiva di sparare a vita ad ogni ebreo, messicano, cinese, persona di colore e così via. Una sorta di pulizia etnica senza alcun barlume di filo logico, nata solo per soddisfare i propri istinti criminosi repressi.

Gli appassionati di una delle serie televisive a cartoni animati più note in assoluto si sono senz’altro disperati quando hanno provato Dragon Ball: Evolution. Era la trasposizione cinematografica delle avventure di Goku e tutti gli altri, ma si era rivelato un autentico disastro su tutti i fronti.

Recitazione pessima, regia indecorosa, trama totalmente inverosimile. E il videogioco destinato per la Playstation portatile, se possibile, è stato ancora peggio. Un picchiaduro scarno, con personaggi mossi con estrema lentezza e con pochissime opportunità a propria disposizione.

La gamma dei peggiori giochi prodotti dagli anni 80 a oggi si arricchisce di titoli sempre più orripilanti. Big Rigs ne è un altro esempio emblematico. Si tratta di un simulatore di guida senza alcun senso, nel quale è possibile andare a sbattere contro ogni sorta di ostacolo a bordo di un camion enorme. Quest’ultimo resta intatto di fronte ad ogni urto. Anzi, riesce a passare attraverso alberi e rocce, in un tripudio inverosimile sotto tutti i punti di vista. Come se non bastasse, gli scenari erano gestiti alla rinfusa, con montagne inserite a muzzo in mezzo al mare.

Ancora più bizzarra è la storia di Stake: Fortune Fighters, sviluppato da un’azienda di Taiwan. Si trattava di un picchiaduro in arena nel quale potevano cimentarsi fino ad un massimo di quattro giocatori.

Un arcade dalla forte impronta trash, una parodia di titoli ben più celebrati nonostante l’idea di fondo potesse essere comunque interessante. A tutto ciò, bisognava aggiungere un comparto grafico di livello dozzinale. La beffa era rappresentata da un video di presentazione che mostrava un videogame molto più carino e affascinante rispetto alla realtà. Una vera fregatura.

Concludiamo con un altro gioco brutto sotto l’aspetto estetico, ma che come Minecraft può essere considerato come un’autentica chicca nel proprio genere. UnderTale è un RPG che può urtare fin dal primo momento, con personaggi inseriti a vanvera, sistema di combattimento senza alcun apparente filo conduttore, diverse opportunità per finali ben poco credibili.

Eppure, questa sorta di circo nato senza alcuna pretesa e con atmosfere grafiche d’epoca, una volta che si inizia a giocare, può diventare molto divertente. È stato pubblicato per diversi tipi di piattaforme e ha mantenuto intatto il proprio fascino alternativo. Uno dei migliori tra i peggiori.